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	<title>Tecnologie Mentali &#187; Tecnologie Mentali |  &#187; Ipnosi</title>
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	<description>Psicologia, Ipnosi e Formazione</description>
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		<title>STORIA DELLA PNL (Programmazione Neuro-Linguistica)</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 08:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia Ericksoniana]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[ La P.N.L. nasce a Santa Cruz, California, nel 1970 e diviene immediatamente un punto di arrivo degli studi sulla struttura del linguaggio e della comunicazione condotti dal linguista John Grinder e dal matematico Richard Bandler. Il lavoro di Bandler e Grinder è principalmente frutto di anni di ricerche orientate a scoprire, attraverso un&#8217;analisi minuziosa e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>La P.N.L. nasce a Santa Cruz, California, nel 1970 e diviene immediatamente un punto di arrivo degli studi sulla struttura del <strong>linguaggio</strong> e della <strong>comunicazione</strong> condotti dal linguista <strong>John Grinder</strong> e dal matematico <strong>Richard Bandler</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di <strong>Bandler</strong> e <strong>Grinder</strong> è principalmente frutto di anni di ricerche orientate a scoprire, attraverso un&#8217;analisi minuziosa e attenta, quale fosse quel quid che permetteva a <strong>psicoterapeuti</strong> di orientamento teorico diverso (ad esempio <strong>Fritz Perls</strong> &#8211; il creatore della Gestalt -, <strong>Milton Erickson</strong> &#8211; ipnoterapeuta di fama mondiale -, <strong>Virginia Satir</strong> &#8211; famosa nel campo della <strong>terapia familiare</strong>) di conseguire risultati positivi rilevanti. Costoro non volevano creare una nuova corrente, bensì scoprire, per poi rimodellare, gli schemi utilizzati dai tre straordinari terapeuti in grado di riportare un alto numero di successi. Nel momento in cui Bandler e Grinder elaborarono tali strategie, si resero conto di avere tra le mani una svariata gamma di <strong>modelli comunicativi straordinariamente forti ed efficaci</strong>. All’inizio li avevano elaborati per utilizzarli dal punto di vista terapeutico, ma quasi subito si accorsero che tali modelli potevano entrare a far parte di altri campi della comunicazione umana, quali il settore dell&#8217;industria, del commercio, quello legale e dell&#8217;istruzione. Questi strumenti a loro disposizione diventarono potenti e conseguentemente si passò alla creazione di un <strong>modello efficace</strong> che risolvesse i conflitti interpersonali, e che fosse in continua evoluzione, sganciato da un eventuale contesto terapeutico. La <strong>Programmazione Neuro Linguistica</strong> è un modello di quel particolare mondo di magia e illusione costituito dal comportamento e dalla comunicazione umana. Essa è lo studio delle componenti della percezione e del comportamento che rendono possibile la nostra esperienza. Etimologicamente parlando &#8220;<strong>Neuro</strong>&#8221; sta a indicare il principio fondamentale secondo cui ogni comportamento risulta da processi neurologici. &#8220;<strong>Linguistico</strong>&#8221; indica che i processi neurali vengono rappresentati, ordinati e disposti in sequenza in modelli e strategie, attraverso il linguaggio e i sistemi di comunicazione. &#8220;<strong>Programmazione</strong>&#8221; si riferisce al processo di organizzazione delle componenti di un sistema (in questo caso le rappresentazioni sensoriali) per il conseguimento di risultati specifici. <span style="text-decoration: underline;">Con l&#8217;espressione &#8220;<strong>Programmazione Neurolinguistica</strong>&#8221; indichiamo quello che a nostro giudizio è il procedimento fondamentale usato da tutti gli esseri umani per codificare, trasferire, guidare e modificare il comportamento</span>. Indipendentemente dai vostri precedenti e dall&#8217;attività che svolgete, avrete probabilmente avuto qualche volta l&#8217;esperienza di interagire con qualcuno: un&#8217;interazione di particolare efficacia che vi ha permesso di ottenere risultati importanti per voi, per l&#8217;interlocutore o per un certo numero di altri individui. Può essersi trattato della comunicazione o dell&#8217;acquisizione di un&#8217;informazione importante, della soluzione di un problema. Può darsi che in un secondo momento, pur compiaciuti con voi stessi, non abbiate avuto alcuna vera idea di ciò che caratterizzava e distingueva quell&#8217;occasione. Oppure potrebbe esservi capitato di incontrare una persona o avuto l&#8217;esperienza di passare del tempo con individui che nel loro campo specifico hanno avuto molto successo e vi sarete chiesti in che cosa il loro comportamento differisse dal vostro o da quello di altri, che cosa consentisse loro di fare qualcosa che agli occhi altrui appariva incredibile o prodigioso. O può darsi che voi stessi possediate qualche particolare attitudine o capacità che sareste lieti di offrire o insegnare agli altri, ma non abbiate alcuna idea di ciò che vi possa mettere in grado di farlo con tanta eleganza e raffinatezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la <strong>Pnl</strong> possiamo arrivare a capire che cosa succede in alcuni scambi di informazione e agire efficacemente usando i comportamenti che noi riteniamo di maggior effetto. Questa, pertanto, offre delle vere e proprie chiavi di lettura per interpretare l&#8217;interazione e l&#8217;esperienza soggettiva, senza però giudicare o cercare di capire che cosa spinge l’individuo a comportarsi in un certo modo. Risulta evidente che non dovremo atteggiarci a grandi conoscitori e scopritori dell&#8217;animo umano in quanto bisogna mantenersi in disparte per osservare attraverso quale senso, o quali sensi, il nostro interlocutore comunica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffffff;">PSICOLOGIA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffffff;">PSICOTERAPIA</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffffff;">IPNOSI</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffffff;">PSICOLOGO</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffffff;">PNL</span></strong></p>
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		<title>Niente anestesia, operata con l’ipnosi!</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 09:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anestesia]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli Scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi chirurgici]]></category>
		<category><![CDATA[Ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[  Alla Maugeri l’intervento pilota, primo in provincia: «Non ha effetti collaterali, meno dolore nei giorni successivi» &#8220;Voglio che continui a sentire questa sensazione di freddo anche al risveglio&#8221; L&#8217;ipnosi in sala operatori al posto dell&#8217;anestesia. L&#8217;intervento pilota, primo in provincia di Pavia, è stato effettuato alla Maugeri. Si trattava del posizionamento di un elettrocatetere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Alla Maugeri l’intervento pilota, primo in provincia: «Non ha effetti collaterali, meno dolore nei giorni successivi»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>&#8220;Voglio che continui a sentire questa sensazione di freddo anche al risveglio&#8221;</strong> L&#8217;ipnosi in sala operatori al posto dell&#8217;anestesia. L&#8217;intervento pilota, primo in provincia di Pavia, è stato effettuato alla Maugeri. Si trattava del posizionamento di un elettrocatetere peridurale (vicino al midollo spinale) su una paziente che per dolori cronici agli arti inferiori e alla schiena. Gianluca Conversa, ipnotista e terapista del dolore, ha ipnotizzato la signora, che è rimasta cosciente per tutto l&#8217;intervento e, alla fine, ha detto di essere stata benissimo e non aver sentito dolore. Durante l&#8217;intervento è stato registrato un sanguinamento ridotto rispetto al solito eanche il dolore post operatorio è risultato inferiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline; color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">PAVIA. <strong>Operata senza anestesia e senza sentire dolore</strong> grazie all’ipnosi. L’<strong>intervento pilota</strong>, primo in provincia di Pavia, è stato effettuato alla Maugeri su una paziente che soffriva di dolore cronico a schiena e gambe. «Ero sveglia ma <strong>non ho sentito nulla</strong>, anzi, è stata una sensazione bellissima» spiega Lucia S. a una settimana dall’operazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Non ha sentito il <strong>taglio di 4 centimetri sulla schiena</strong>, fino alla fascia muscolare. Non ha sentito il chirurgo inserire una specie di tubo. L’<strong>anestetico </strong>era lì, pronto: ma non è servito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’ipnosi medica non è quella che raccontano illusionisti e <strong>fumetti</strong>. «L’ipnosi <strong>non addormenta</strong> &#8211; spiega Gianluca Conversa, terapista del dolore e ipnologo che ha effettuato l’ipnosi e l’intervento &#8211; anzi, amplifica le capacità e <strong>focalizza l’attenzione </strong>su un’unica idea che diventa plastica, tangibile, tutto il resto perde importanza».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Conversa ha iniziato a studiarla dopo un’esperienza alle <strong>Molinette di Torino</strong> dove gli infermieri praticavano l’ipnosi sui pazienti in attesa di entrare in sala operatoria, per attenuare l’ansia pre intervento. L’utilizzo come anestesia, però, non è per tutti: «<strong>Solo nel 10-20% </strong>dei pazienti l’ipnosi infatti permette di raggiungere uno stato così intenso di trance, ma per il resto della popolazione può essere utile come supporto per aiutare a rilassarsi a livello emotivo e muscolare e ridurre quindi il dolore cronico» spiega Conversa. È già stata utilizzata in craniotomie, per operare tumori. Non è invece indicata in caso di interventi chirurgici nell’<strong>addome profondo</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> «Tutti noi &#8211; spiega il medico &#8211; ogni giorno, entriamo in uno stato di <strong>trance fisiologica</strong> in media ogni 60-90 minuti. Quando leggiamo un romanzo o guardiamo un film al cinema che ci assorbe completamente e il mondo attorno sembra sparire». Con l’ipnosi la trance viene amplificata, guidata, ed è possibile indurre un rilassamento muscolare, <strong>ridurre l’ansia</strong> in caso di procedure come gastroscopia o interventi dal dentista, amplificare capacità e performance, ridurre il dolore cronico»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In alcuni casi selezionati è un’alternativa all’anestesia: «Non ha effetti collaterali &#8211; spiega Conversa &#8211; evita gli effetti fastidiosi della sedazione, inibisce il <strong>dolore post operatorio</strong>. E durante l’intervento c’è stato un sanguinamento inferiore rispetto al solito intorno al taglio».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Parla l&#8217;ipnotista della Maugeri: &#8220;Ecco come funziona l&#8217;ipnosi medica&#8221;</strong> Non ha sentito il taglio di 4 centimetri sulla schiena, fino alla fascia muscolare. Non ha sentito il chirurgo inserire una specie di tubo. L’anestetico era lì, pronto: ma non è servito. L’utilizzo dell&#8217;ipnosi come anestesia, però, non è per tutti: «Solo nel 10-20% dei pazienti permette di raggiungere uno stato così intenso di trance, ma per il resto della popolazione può essere utile come supporto per aiutare a rilassarsi prima dell&#8217;operazione, in caso di esami invasivi, ridurre il dolore cronico e acuto» spiega Conversa. È già stata utilizzata in craniotomie, per operare tumori. Non è invece indicata in caso di interventi chirurgici nell’addome profondo. <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://video.gelocal.it/laprovinciapavese/locale/voglio-che-continui-a-sentire-questa-sensazione-di-freddo-anche-al-risveglio/77845?video" target="_blank">IL VIDEO DELL&#8217;INTERVENTO</a> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La paziente era già stata ipnotizzata più volte, inserendo degli aghi si era visto che non sentiva dolore. «Per verificare che l’impianto dell’elettrocatetere vicino al midollo spinale sia andato a buon fine occorre che la paziente senta un formicolio, dunque deve essere sveglia &#8211; dice Conversa &#8211; Le ho chiesto di togliere la sensazione di addormentamento un pezzo alla volta: prima le gambe, poi i glutei, una porzione di schiena. Il cervello seleziona cosa “<strong>svegliare</strong>”, ha potuto sentire il formicolio e poi riprendere l’effetto anestesia». La cosa più affascinante? «Alla fine È la paziente ha detto di essere stata benissimo, E che era pronta a rifarlo subito».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Articolo di: <em>Anna Ghezzi</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fonte: http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2017/07/11/news/niente-anestesia-operata-con-l-ipnosi-1.15600968?ref=hfpppves-1</span></p>
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		<title>L&#8217;ipnosi da un punto di vista delle ricerche &#8211; meccanismi e indicazioni</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Mar 2017 11:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ipnosi è probabilmente la più antica forma di psicoterapia conosciuta (le sue origini risalgono infatti a Mesmer nel secolo XVIII), e, nonostante una storia caratterizzata da fasi alterne di grande popolarità e di pressoché completo abbandono, negli ultimi decenni sta conoscendo una seconda giovinezza, a testimonianza del grande potere adattivo del mezzo ipnotico. Che cos’è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’ipnosi è probabilmente la più antica forma di psicoterapia conosciuta (le sue origini risalgono infatti a Mesmer nel secolo XVIII), e, nonostante una storia caratterizzata da fasi alterne di grande popolarità e di pressoché completo abbandono, negli ultimi decenni sta conoscendo una seconda giovinezza, a testimonianza del grande potere adattivo del mezzo ipnotico.</p>
<p><strong>Che cos’è l’ipnosi ?</strong></p>
<p>La natura della trance rimane ancora elusiva ed, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non è ancora possibile definire cosa sia l’ipnosi.</p>
<p>La recente identificazione di correlativi neurofisiologici e psicofisiologici della trance ha significativamente migliorato la nostra comprensione della natura dell’ipnosi.</p>
<p>L’ipnosi può essere considerata come “uno <em>stato speciale</em> di funzionamento della nostra coscienza, altamente motivato e diretto a sviluppare risorse potenziali dell’individuo attraverso un attivo apprendimento inconscio, in ciò facilitato da un restringimento selettivo del campo di coscienza”.</p>
<p><strong>Meccanismi dell’Ipnosi</strong></p>
<p>Solo in tempi relativamente recenti sono stati individuati correlati neurali (elettrofisiologici e di neurimaging) che deporrebbero per specifici substrati neurofisiologici dell’ipnosi.</p>
<p>L’ipnosi sarebbe uno stato ed un processo dinamico di accresciuta flessibilità cognitiva in grado di modificare significativamente percezioni (come il dolore), emozioni, vissuti e comportamenti che, nello stato di veglia, risulterebbero molto più problematici da modificare.</p>
<p><strong>Suscettibilità ipnotica</strong></p>
<p>La suscettibilità ipnotica, ovvero l’abilità di sviluppare una condizione ipnotica più o meno profonda, è, al tempo stesso, l’espressione di un talento individuale, geneticamente determinato, caratterizzato da uno spiccato “coinvolgimento immaginativo”, unitamente alla relazione terapeutica.</p>
<p>Statisticamente, il 10% della popolazione generale presenta rispettivamente una suscettibilità elevata o scarsa/nulla, con il restante 80% in grado di sviluppare una ipnosi lieve/media.</p>
<p>Tuttavia, sul piano clinico, il ruolo della suscettibilità ipnotica è scarsamente rilevante, tranne che nel dolore acuto chirurgico, per il quale si richiede una elevata ipnotizzabilità. Ciò significa che per le più comuni ed importanti indicazioni cliniche il livello di suscettibilità presentato dal paziente è sufficiente a produrre risultati terapeutici utili.</p>
<p><strong>Indicazioni cliniche</strong></p>
<p>L’ipnosi è una metodica efficace, versatile e di elevata sicurezza, se praticata da professionisti qualificati.</p>
<p>Le principali indicazioni cliniche riguardano:</p>
<ol>
<li><a title="ipnosi e dolore" href="http://www.tecnologiementali.it/ipnosi-e-dolore/" target="_blank">Il controllo del dolore</a>, sia acuto che cronico (e.g. cefalee, algie facciali, fibromialgia, dolore oncologico, ecc.)</li>
<li>Disturbi psichiatrici (e.g., ansia, attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress, talune forme depressive, ecc.)</li>
<li>Disturbi della condotta alimentare (e.g., bulimia, binge eating, ecc.)</li>
<li>Dipendenze (e.g., alcolismo, tabagismo)</li>
<li>Disturbi psicosomatici (e.g. colon irritabile, numerose patologie dermatologiche)</li>
<li>Disturbi neurologici (e.g., torcicollo spastico)</li>
<li>Odontoiatria</li>
<li>Ostetricia e ginecologia (e.g., parto assistito in ipnosi)</li>
<li>Neuroriabilitazione</li>
</ol>
<p><strong>Tecniche</strong></p>
<p>Le tecniche induttive dirette del passato, ancora efficaci in molti casi, sono state affiancate o sostituite dalla nuove, sofisticate, tecniche “ericksoniane” indirette, più idonee ad affrontare e risolvere problematiche cliniche complesse e resistenze dei pazienti.</p>
<p>La Nuova Ipnosi si fonda su una alleanza terapeutica “creativa” tra ipnoterapeuta e paziente, non più soggetto passivo di suggestioni dirette, ma coprotagonista del suo cambiamento, nel pieno rispetto dei suoi valori e della sua volizione.</p>
<p><em>Psicoterapia Ipnotica. </em>L’ipnosi può essere impiegata come trattamento sintomatico di relativamente breve durata, se rapportata ad altri trattamenti (e.g. , psicanalisi), con sedute solitamente settimanali ed integrate dall’autoipnosi, fondamentale per generalizzare e potenziare l’effetto terapeutico.</p>
<p>In casi di patologie espressioni di conflitti psicologici inconsci, l’impiego della <em>ipnoanalisi</em> con regressione d’età, in soggetti altamente ipnotizzabili, può essere risolutiva e, in molti casi, guaritiva. Questa metodica, in casi selezionati, richiede una maggiore frequenza di sedute e profili temporali più estesi.</p>
<p><strong>Profilo di sicurezza ed eventi avversi</strong></p>
<p>L’ipnosi, da sola o in associazione con trattamenti farmacologici, ha un elevato standard di sicurezza, con scarsi o nulli eventi avversi, purchè venga praticata da professionisti (medici o psicologi) qualificati. Le Società scientifiche del settore (e.g., Società Italiana di Ipnosi) possono fornire, su richiesta, indicazioni e nominativi di ipnoterapeuti qualificati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Analgesia Ipnotica e Tecniche Ericksoniane</strong></p>
<p>Tra le tecniche psicofisiologiche di <a title="ipnosi e dolore" href="http://www.tecnologiementali.it/ipnosi-e-dolore/" target="_blank">controllo del dolore</a>, l’ipnosi riveste un ruolo privilegiato. L’ipnosi non soltanto è in grado di alleviare la componente cognitivo-emozionale del dolore, ma anche lo stesso stimolo nocicettivo, fornendo al paziente, con l’integrazione dell’autoipnosi, un prezioso strumento di autocontrollo personale. L’avvento delle moderne e sofisticate tecniche ipnotiche indirette, sviluppate soprattutto da Milton Erickson, ha notevolmente implementato l’efficacia e il raggio d’indicazione clinica.</p>
<p>Fonte: http://www.giuseppedebenedittis.it/attivita-clinica-e-ricerca/ipnosi/</p>
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		<title>Entriamo in ipnosi &#8211; base</title>
		<link>https://www.tecnologiementali.it/entriamo-in-ipnosi-base/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2015 06:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Autoipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Cura della Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima di iniziare la lettura suggerisco di prendere visione dell’articolo “prepariamoci all’autoipnosi”. Nel seguente articolo il nostro obiettivo principale sarà quello di imparare a rilassare il corpo. Una volta raggiunto un buon livello di apprendimento e dopo un po&#8217; di pratica, potremo iniziare ad esercitarci con il “potere delle visualizzazioni”. Rilassamento Siamo nel luogo e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prima di iniziare la lettura suggerisco di prendere visione dell’articolo “<a href="http://www.tecnologiementali.it/prepariamoci-allautoipnosi/">prepariamoci all’autoipnosi</a>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel seguente articolo il nostro obiettivo principale sarà quello di imparare a rilassare il corpo. Una volta raggiunto un buon livello di apprendimento e dopo un po&#8217; di pratica, potremo iniziare ad esercitarci con il “potere delle visualizzazioni”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Rilassamento</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo nel luogo e nel posto da noi scelto (stanza, sedia o letto): iniziamo quindi a rilassarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudiamo gli occhi e facciamo dei respiri profondi per circa 60 secondi. Ci sembrerà un tempo lunghissimo se non siamo abituati. La respirazione influisce sul cervello, ossigenandolo, e gradualmente riduce i livelli di ansia, paura e stress. All’inizio potremmo trovare difficoltà nel <strong>non pensare;</strong> potrebbe capitarci di perdere la concentrazione a causa di pensieri invadenti. Quando questo accade, al contrario di quello che sostengono alcune teorie, non bisogna forzare i pensieri ad allontanarsi. Questo comportamento può solo innervosirci, rendendo iperattivi i percorsi neuronali anziché rilassarli. Il trucco è quindi quello di osservare ciò che ci disturba in modo imparziale per poi farlo scivolare via. Liberiamoci il più possibile da paure o risentimenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Cerchiamo di riconoscere la tensione muscolare nel nostro corpo</span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominciamo dalle dita dei piedi: cerchiamo prima di portare l’attenzione su di esse, prendiamone coscienza, e successivamente immaginiamo che la tensione scivoli lentamente via, lontano da questa parte del corpo, scomparendo pian piano. Adesso abbandoniamo le dita dei piedi e immaginiamole pesanti e rilassate, sentendole sprofondare sempre di più nel letto (o pavimento a seconda della nostra posizione). Adesso ripetiamo lo stesso procedimento per ogni singola parte del corpo: visualizziamola e percepiamone progressivamente la pesantezza, mentre la tensione viene rimossa. Fate attenzione, pesante non vuol dire tesa, ma rilassata e libera, non contratta. Tramite questo esercizio aiutiamo l’inconscio a separare la mente dalle sensazioni corporee, rendendola al contempo più leggera e più accessibile. Particolare attenzione va posta nel rilassare i muscoli del ventre, delle spalle e quelli del viso, dove accumuliamo più tensione durante la giornata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Esercizio</span></strong><strong>: </strong><em>Respira profondamente per circa 60 secondi e mentre lo fai prendi coscienza delle dita dei piedi, contraile e rilassale, facendole sprofondare dolcemente nel letto…. poi passa ai piedi e fai lo stesso. Continua con i tuoi polpacci, le cosce, i fianchi, lo stomaco e così via, fino a rilassare ogni parte, compresi il viso e la testa. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Può essere efficace utilizzare tecniche di linguaggio figurato focalizzandoci su qualcosa che consideriamo confortante o lenitivo, come ad esempio l&#8217;acqua (possiamo sentire l&#8217;acqua scorrere veloce sopra i piedi e le caviglie, pulendoli da ogni tensione). In alternativa possiamo immaginare una luce bianca e pulita che salendo dai piedi fa svanire quella sporca. Qui siamo liberi di dare spazio alla fantasia, purché non si entri in contrasto con gli obiettivi prefissati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MOLTO BENE, SE SIAMO GIÀ RIUSCITI A RILASSARCI, E NON È FACILE, SIAMO GIÀ A BUON PUNTO. LE PRIME VOLTE POTREMMO SEMPLICEMENTE FERMARCI QUI E GODERCI LO STATO DI RELAX CHE QUESTA TECNICA CI CONSENTE DI RAGGIUNGERE. SE INVECE CI SENTIAMO PRONTI A CONTINUARE PER PORTARE AVANTI I NOSTRI OBIETTIVI, POSSIAMO PASSARE AL PROSSIMO ESERCIZIO.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso proviamo ad utilizzare la VISUALIZZAZIONE per testare il livello in cui siamo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Esercizio</span></strong>: Pensa ad un oggetto o anche a qualcosa da mangiare come un frutto. Prova a tenerlo in mano, come lo percepisci? Prova a vederne il colore, e prova anche a cambiarlo. Qual è la tua reazione? Prova ad assaggiarlo, riesci a sentirne il gusto?</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso passa a visioni più significative. Immagina di trovarti in compagnia della persona X e che questa ti sorrida, oppure immagina di guardarti allo specchio e di vederti come vorresti…anche qui non c’è limite alla fantasia, ma cerca sempre di immaginare solo sensazioni positive. Adesso ci troviamo in uno stato di rilassamento (onde ALFA) ed è più facile influire sui nostri pensieri e sul nostro corpo. Quindi cerchiamo di visualizzare sempre situazioni positive e di utilizzare tutti e cinque i sensi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>APPREZZIAMO IL FATTO DI ESSERE ARRIVATI FIN QUI! RINGRAZIAMO NOI STESSI!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>USCIAMO DAL NOSTRO STATO IPNOTICO </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Teniamoci pronti ad uscire dal nostro stato ipnotico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver finito con le visualizzazioni possiamo goderci un altro po&#8217; lo stato di relax. Appena ci sentiamo pronti possiamo iniziare a risalire.</p>
<p style="text-align: justify;">In teoria (e questa è una domanda alla quale spesso mi trovo a rispondere), potremmo aprire gli occhi ed alzarci in qualsiasi momento; nonostante ciò è preferibile uscire dagli stati ipnotici gradualmente, nello stesso modo in cui vi siamo entrati. La stessa esperienza può essere paragonata a quando veniamo svegliati improvvisamente durante la notte e ci sentiamo confusi e spaesati. Questo poiché il nostro cervello è passato dalle onde TETA (stato di sonno) allo stato di veglia e non si è ancora sincronizzato sulle onde BETA. La stessa cosa vale per l’autoipnosi: entriamo in uno stato di rilassamento facendo semplicemente cambiare le nostre frequenze da BETA (stato di veglia) ad ALFA (stato di rilassamento leggero), per poi risalire gradualmente da ALFA a BETA.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Esercizio</span></strong>: <em>ripartiamo di nuovo dalla punta dei piedi e stavolta, pieni di energia positiva, alleggeriamoli e cerchiamo di sentirli, di muoverli, di riprenderne il controllo. Ripetiamo l&#8217;esercizio risalendo per tutto il corpo fino alla testa, compresi i muscoli del viso. Appena ci sentiamo pronti possiamo aprire gli occhi.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Se siamo riusciti a rilassare il corpo e anche solo per un attimo ad allontanare i problemi quotidiani abbiamo già fatto un grande passo in avanti. La tecnica dell’autoipnosi è differente da soggetto a soggetto, ma l&#8217;esercizio viene memorizzato dal nostro subconscio e, al pari di un allenamento sportivo, quanto più la pratichiamo più riusciamo ad andare in profondità.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante capire che nessuna autoipnosi o mantra si manifesterà nella vita reale se nel profondo non vogliamo o non siamo convinti. Affinché sia efficace, dobbiamo credere in noi stessi e nelle nostre azioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la prima volta non sembra funzionare non bisogna smettere automaticamente. È un percorso che richiede tempo. Riproviamo dopo pochi giorni rivisitando le esperienze. Potremmo rimanere sorpresi.</p>
<p style="text-align: justify;">Apriamo la nostra mente. Dobbiamo credere che ci sia una possibilità che funzioni. Qualsiasi scetticismo ostacolerà il nostro progresso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Approfondimenti</span></strong><strong>: </strong>A cosa serve “immaginarsi” in una situazione insieme ad una persona? O ad immaginarsi che in una situazione vada tutto per il meglio?</p>
<p style="text-align: justify;">A certi livelli di consapevolezza (ONDE DELTA), il cervello non distingue la realtà esterna da quella interna. Immaginare una situazione positiva aiuta a ridurre i livelli d’ansia e ad aumentare l’autostima. In più, ripetendo più volte la visualizzazione, nel nostro cervello si viene a creare un “percorso neuronale” dell’evento (anche se immaginato), permettendo alla mente di riconoscerlo come familiare, e abilitandoci ad affrontarlo, qualora si dovesse presentare realmente, con livelli minori di ansia e di stress.</p>
<p style="text-align: justify;">Con molti Coachee, infatti, abbiamo utilizzato questi esercizi per <strong>primi appuntamenti</strong>, <strong>esami universitari</strong>, <strong>sedute di laurea</strong>, <strong>performance sportive</strong>…e direi con ottimi risultati!!</p>
<p style="text-align: justify;">Consigli</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Prepara già le suggestioni da proporre a te stesso prima di iniziare il processo d&#8217;ipnosi, altrimenti potresti interrompere il tuo stato.</li>
<li style="text-align: justify;">Un altro modo di rilassare i muscoli è contrarli per pochi secondi prima di rilasciarli; dovresti sentire la tensione che si allenta.</li>
<li style="text-align: justify;">A quelli di voi a cui piace meditare ma che non riescono ancora a stare seduti abbastanza a lungo, è sufficiente usare l&#8217;autoipnosi come una forma di meditazione: inserite, però, un periodo di tempo per contare alla rovescia da dieci ad uno per tornare indietro.</li>
<li style="text-align: justify;">Non forzare te stesso e non pensarci: sarà molto più facile.</li>
<li style="text-align: justify;">Se non riesci a praticare l&#8217;autopnosi, prendi un appuntamento per una seduta d&#8217;ipnosi. Una volta sperimentata sotto la guida esperta di chi la pratica da anni conoscerai meglio lo stato mentale che devi raggiungere.</li>
<li style="text-align: justify;">Spesso aiuta andare da un Coach (o Terapeuta) professionista per una sessione iniziale, in modo da comprendere più dettagliatamente cosa voglia dire trovarsi in stato d&#8217;ipnosi.</li>
</ul>
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		<title>Prepariamoci all’Autoipnosi</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2015 06:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Autoipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Cura della Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Ipnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Prepariamoci all’Autoipnosi Oggi voglio guidarvi in quel meraviglioso mondo che è il nostro inconscio e voglio farlo tramite l&#8217;approfondimento della pratica dell’autoipnosi. L&#8217;ipnosi è una condizione mentale naturale che può essere definita come uno stato di elevata concentrazione. A differenza del normale stato di veglia durante il quale la nostra attenzione è rivolta verso l’esterno, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;">Prepariamoci all’Autoipnosi</h1>
<p style="text-align: justify;">Oggi voglio guidarvi in quel meraviglioso mondo che è il nostro inconscio e voglio farlo tramite l&#8217;approfondimento della pratica dell’autoipnosi. L&#8217;ipnosi è una condizione mentale naturale che può essere definita come uno stato di elevata concentrazione. A differenza del normale stato di veglia durante il quale la nostra attenzione è rivolta verso l’esterno, nello stato d&#8217;ipnosi ci focalizziamo sulle nostre sensazioni interne. Con questa tecnica, scendendo sempre più in profondità e sincronizzando le onde cerebrali dei due emisferi, si possono arrivare ad ottenere diversi risultati positivi, influendo, ad esempio, sui meccanismi che regolano lo stress; possiamo inoltre modificare o eliminare cattive abitudini, prendere il controllo di determinati comportamenti “automatici”, cambiare il nostro pensiero&#8230; e molto altro!</p>
<p style="text-align: justify;">Sfatando alcuni falsi miti voglio ricordarvi che l’ipnosi è un meccanismo naturale: ciascuno di noi lo sperimenta molte volte nell’arco di una giornata, ad esempio quando siamo immersi nei nostri pensieri o quando “sogniamo ad occhi aperti”. Quindi non abbiate timore, la cosa “peggiore” che possa accaderci in ipnosi è&#8230;addormentarci! <img src="https://www.tecnologiementali.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley" /></p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo ora ad una spiegazione pratica suddivisa in piccoli e semplici passi da sperimentare insieme. Ma vi avverto, il principale nemico dell’autoipnosi è la nostra mente, con le sue interferenze e la sua tendenza a focalizzarsi su tutti i possibili problemi quotidiani. Per questo motivo bisogna armarsi di pazienza e…fare tanta pratica! Ora siamo pronti per affrontare il primo step.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OBIETTIVO : AUTOIPNOSI</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROBLEMA: CALMARE LA MENTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SOLUZIONE: PAZIENZA e PRATICA</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prepariamoci all’Autoipnosi!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Tempo</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa più importante è ritagliarsi un po&#8217; di tempo da dedicare a noi stessi. Nel primo periodo sono sufficienti anche trenta/quaranta minuti. Il consiglio è quindi quello di non provare quando sappiamo di avere degli impegni imminenti, poiché in questo caso la nostra mente difficilmente raggiungerà uno stato di pieno rilassamento. Spegniamo il cellulare e non facciamoci disturbare: questo è il nostro momento!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Mattina, pomeriggio o sera?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In linea generale non esiste un orario particolarmente idoneo durante la giornata. Se scegliamo la mattina assicuriamoci di non aver ancora troppo sonno; è consigliabile quindi far passare un po&#8217; di tempo dopo essersi svegliati e fare colazione per non avvertire la fame durante l&#8217;ipnosi. Se invece preferiamo il pomeriggio sarebbe meglio evitare di fare pratica subito dopo un pranzo abbondante. Anche la sera può andar bene se non siamo troppo stanchi, altrimenti corriamo il rischio di addormentarci.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Cerchiamo un luogo tranquillo </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cerchiamo un luogo tranquillo, magari una stanza della casa dove siamo sicuri che non potranno disturbarci, lontano da citofoni o telefoni. Troviamo un modo per isolare i rumori. Ai miei Coachee consiglio di usare i tappi in cera per le orecchie, venduti in farmacia, o le cuffie utilizzate nel poligono di tiro, ottime per isolarsi e utilizzate spesso anche per dormire. Se possibile riduciamo di molto la luce nella stanza. La penombra è perfetta per favorire il rilassamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Mettiamoci comodi</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Indossiamo dei vestiti comodi; è piuttosto difficile entrare in qualsiasi stato profondo e rilassato mentre siamo concentrati a pensare che la cintura dei nostri jeans ostacoli la naturale circolazione. L&#8217;obiettivo è quello di non avere alcuna distrazione. Assicuriamoci che la temperatura dell&#8217;ambiente circostante sia piacevole. Teniamo pronta una coperta o un maglione nel caso in cui dovessimo avvertire un po&#8217; di freddo. A volte sentirsi al caldo può essere molto confortante. Ricordiamoci che durante l’ipnosi la temperatura del corpo scende, così come avviene mentre dormiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mettiamoci su una sedia comoda, su un divano o sdraiamoci sul letto. Le prime volte, specialmente se siamo a nostro agio, è facile addormentarsi: non ci scoraggiamo! Facciamo pratica!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Posizione</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assumiamo una posizione rilassata, senza muscoli in tensione, non incrociamo le gambe: se non ci sentiamo comodi è facile perdere la concentrazione. Sul letto assumiamo la posizione supina.</p>
<p style="text-align: justify;">N.B: Durante l’autoipnosi o ipnosi in generale è normale percepire formicolii in tutto il corpo, quindi non preoccupiamoci se questo accade.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Individuiamo i nostri OBIETTIVI!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">È fondamentale avere degli obiettivi. Se durante un’autoipnosi o una meditazione non cerchiamo niente potremmo non ottenere niente! Non avendo un obiettivo potremmo anche non riuscire ad entrare in ipnosi. Per questo con i miei Coachee prepariamo sempre insieme una lista di punti da toccare durante la sessione. È una buona pratica da mettere in atto per raggiungere qualsiasi risultato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Obiettivi generali:</strong> rilassarsi, allenare il cervello, migliorare gli stati d’animo…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Obiettivi specifici:</strong> smettere di fumare, perdere peso, cambiare un comportamento o un&#8217;abitudine&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">È vero che l’ipnosi, agendo ad un livello più inconscio, aiuta significativamente a raggiungere gli obiettivi specifici, ma è pur vero che non abbiamo una bacchetta magica; è solo grazie alla volontà di chi vuol cambiare veramente che si ottengono risultati. Allo stesso modo la figura del Coach (o Terapeuta) è un sostegno molto importante, fornisce una direzione e gli strumenti adatti al perseguimento del nostro scopo, ma ricordate, è sempre e solo grazie a VOI STESSI e alla vostra volontà se riuscirete ad ottenere piccoli e grandi risultati!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Continua con… </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tecnologiementali.it/entriamo-in-ipnosi-base/" target="_blank"><strong>Entriamo in ipnosi &#8211; base</strong></a></p>
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