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	<title>Tecnologie Mentali &#187; Tecnologie Mentali |  &#187; Cervello</title>
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	<description>Psicologia, Ipnosi e Formazione</description>
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		<title>Effetto Coolidge  e pornografia</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 15:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapie]]></category>
		<category><![CDATA[Sessuologia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Effetto Coolidge, quando l’impotenza parte dal cervello Nei precedenti articoli ho trattato l’effetto Coolidge e l’effetto Coolidge sulla coppia. In questo articolo dal titolo effetto Coolidge e pornografia illustrerò alcune dinamiche, dello stesso effetto, legate alla eccessiva stimolazione cerebrale data dalla pornografia. Dinamiche che purtroppo stanno aumentando tra i giovani e non. Negli ultimi tempi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Effetto Coolidge, quando l’impotenza parte dal cervello</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nei precedenti articoli ho trattato l’<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.tecnologiementali.it/effetto-coolidge/"><strong>effetto Coolidge</strong></a></span> e l’<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.tecnologiementali.it/leffetto-coolidge-sulla-coppia/"><strong>effetto Coolidge sulla coppia</strong></a></span>. In questo articolo dal titolo <strong>effetto Coolidge e pornografia</strong> illustrerò alcune dinamiche, dello stesso effetto, legate alla eccessiva stimolazione cerebrale data dalla <strong>pornografia</strong>. Dinamiche che purtroppo stanno aumentando tra i giovani e non. Negli ultimi tempi ho ricevuto tantissime richieste da parte di ragazzi/e sempre più giovani e la richiesta era quasi sempre la stessa, mancanza del desiderio con tutte le dinamiche ad esso connesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Tenendo conto che le dinamiche per questi problemi possono essere tantissime: fisiche, psicologiche, relazionali, traumatiche ecc.., saranno di seguito descritte solo quelle legate ad una stimolazione eccessiva di <strong>dopamina</strong> ed in particolar modo all’uso smodato della <strong>pornografia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi casi, al contrario di come siamo normalmente abituati a pensare, la <strong>causa dell’impotenza</strong> (maschile e femminile) non è solo psicologica, ma anche fisica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il calo del desiderio scaturisce infatti da una stimolazione eccessiva della dopamina, il neurotrasmettitore preposto all’attivazione del piacere sessuale, a seguito di un abuso della <strong>pornografia</strong>. Proprio a causa di questo incremento di stimoli prodotti dalla dopamina, il cervello, perde infatti la capacità di rispondere adeguatamente ai segnali inviategli dal neurotrasmettitore. Le persone che generalmente guardano immagini o video porno online hanno infatti un costante bisogno di esperienze sempre nuove per essere sessualmente eccitati, distaccandosi sempre di più dalle esperienze reali, che invece li deludono.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni studiosi, si sono accorti che “in alcuni soggetti la <strong>risposta della dopamina</strong> è così bassa che non riescono a <strong>raggiungere un’erezione</strong> o <strong>lubrificazione</strong> senza ulteriori e costanti stimoli tramite internet”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In parole povere</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>pornografia</strong> dà alle persone spunti sempre differenti di erotismo, proponendo partner nuovi, situazioni, luoghi e fantasie di ogni genere ogni qual volta lo si desideri e questo porta a picchi altissimi di dopamina. Fra l’altro, come accade nella masturbazione, la nostra mente, i nostri movimenti, i nostri gusti e le nostre fantasie sono tutte allineate. Perché siamo solo noi a coordinare il tutto. La dopamina sale così alle stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo sarebbe anche normale se non ne abusassimo. Ma cosa succede quando invece esageriamo? Succede che il nostro cervello si abitua a quegli stimoli, a quel livello prodotto di dopamina e di contro il sesso con il/la nostro/a partner può apparire “monotono” e quindi l’attrattiva verso di lei/lui di conseguenza decresce.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono tanti oggi gli esperti che affermano che un uso frequente, e a volte un abuso, dei siti pornografici può causare nell’uomo disturbi legati alla funzionalità erettile. Ma gli studi non si sono fermati solo alla parte maschile, perché con le nuove generazioni abbiamo visto un incremento anche alla parte femminile a causa della diffusione della tecnologia.  Uno dei più recenti studi è stato pubblicato dalla rivista US Journal Psichology Today. Secondo quest’ultima, la continua esposizione a materiale pornografico de-sensibilizza gli individui, tanto da renderli incapaci di eccitarsi di fronte ad una persona reale. Così mentre le visite a <strong>siti pornografici</strong> crescono a dismisura, di pari passo aumenta anche il numero di chi soffre di impotenza (che ricordo essere sia maschile che femminile).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anoressia sessuale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Sto con una ragazza meravigliosa e molto bella da anni, eppure mi rendo conto di andare incontro a un progressivo declino della libido e a problemi d’erezione che si fanno sempre più frequenti”. Di queste frasi ne sento tantissime.</p>
<p style="text-align: justify;">Definita “<strong>anoressia sessuale</strong>” dagli esperti, indica una sorta di assuefazione al sesso. Per comprendere quanto il fenomeno sia diffuso basta dare uno sguardo ai numeri: in Italia gli assidui utenti dei siti pornografici sono più o meno 8 milioni, di cui il 75% sono uomini tra i 24 e i 44 anni. Come spiega il Dott. Carlo Foresta, presidente della Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità, l’<strong>anoressia sessuale </strong>sfocia in modo graduale nell’impotenza: “<strong>L’anoressia sessuale</strong> si manifesta all’inizio con scarse reazioni ai collegamenti ai siti pornografici, poi con un generale calo di desiderio e alla fine diventa impossibile avere un’erezione”. Questo perché, prosegue l’andrologo, “la sessualità in Internet è fredda, ripetitiva e questo determina assuefazione e comporta poi, nella vita reale, mancanza di desiderio”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come possiamo rimediare? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La domanda che adesso possiamo finalmente farci è: possiamo rimediare? <strong>ASSOLUTAMENTE SI</strong>!</p>
<p style="text-align: justify;">Le persone che fanno un uso smodato di materiale <strong>pornografico</strong> dovrebbero innanzitutto rinunciare ad esso per un lasso di tempo, facendo i conti con la realtà. Di solito dico ai miei pazienti di provare per 4 di settimane. Ma attenzione, non sarà facile, i soggetti possono andare incontro a effetti collaterali tra cui la perdita temporanea della libido, l’insonnia e l’irritabilità. Tutto questo, come in una qualsiasi dipendenza, per aspettare che la risposta della dopamina a determinati stimoli, riprenda il suo equilibrio. Per riappropriarsi di una sessualità sana ed appagante, poi, sarebbe opportuno ricominciare a stimolare quella parte di fantasie legate alla persona con cui stiamo. Facendo questo, saranno riallineati pensieri, fantasie e stimoli verso il/la nostro/a partner.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma la pornografia quindi va evitata sempre?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">No. La pornografia non deve necessariamente essere vista come un male all’interno della coppia. Può addirittura diventare una risorsa se condivisa (e non abusata). Per esperienza, lavorando con tantissime coppie, mi sono accorto che, spesso, quelle più felici sotto le lenzuola sono proprio le coppie concordi nell’utilizzo di materiale pornografico (vedi <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.tecnologiementali.it/leffetto-coolidge-sulla-coppia/"><strong>effetto coolidge sulla coppia</strong></a></span>). Non solo perché hanno dimostrato una <strong>maggiore apertura mentale</strong> nei riguardi del sesso, delle proprie fantasie sessuali e delle sue varianti, ma anche perché rispetto alle altre coppie,  si riscontrano minori problemi di impotenza da parte di uno dei due.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><strong>Key words:</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><strong>pornografia psicologia disturbi sessuali coppie effeto coolidge psicoterapeuta psicologo</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Effetto Coolidge</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 08:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Hai mai sentito parlare dell’Effetto Coolidge? In questo articolo voglio parlarti di come questo effetto spieghi alcuni comportamenti sessuali legati ad alcuni automatismi cerebrali. Nei prossimi articoli parlerò anche di come questo effetto influenzi alcune dinamiche legate alla coppia ed alla pornografia. Il termine deriverebbe da una vecchia battuta secondo la quale la moglie del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Hai mai sentito parlare dell’<strong>Effetto Coolidge?</strong> In questo articolo voglio parlarti di come questo effetto spieghi alcuni <strong>comportamenti sessuali</strong> legati ad alcuni <strong>automatismi cerebrali</strong>. Nei prossimi articoli parlerò anche di come questo effetto influenzi alcune <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.tecnologiementali.it/leffetto-coolidge-sulla-coppia/"><strong>dinamiche legate alla coppia</strong></a></span> ed alla <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.tecnologiementali.it/effetto-coolidge-e-pornografia/"><strong>pornografia</strong></a></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine deriverebbe da una vecchia battuta secondo la quale la moglie del Presidente degli Stati Uniti Calvin Coolidge, in visita ad una fattoria sperimentale patrocinata dal governo, notò un gallo che si accoppiava molto frequentemente. Chiedendo al suo accompagnatore quanto spesso avvenisse il fatto le venne risposto “dozzine di volte al giorno”. “Lo dica al signor Coolidge,” replicò la First Lady. Il Presidente, informato della cosa, chiese a sua volta: “Ma ogni volta con la stessa gallina?”. “No,” rispose il contadino, “ogni volta con una gallina diversa”. “Lo dica alla signora Coolidge!” disse il Presidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tecnicamente stiamo parlando di un automatismo che fa sì che ogni nuovo partner, reale o virtuale che sia, venga visto come una nuova alternativa erotica e riproduttiva al tempo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal modo, tramite l’azione di agenti neurochimici, si perde interesse per il partner precedente, oggetto del desiderio, a favore del nuovo, e anche qualora ci si trovi in una fase di esaurimento post-orgasmico questa scompare in breve tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Effetto Coolidge</strong> è un termine usato sia in biologia che in psicologia per descrivere il fenomeno caratteristico della grande maggioranza dei mammiferi in cui sia il maschio che la femmina sperimentano una prestazione sessuale elevata e continua quando appare <strong>un</strong> <strong>nuovo partner sessuale</strong> (per partner sessuale si intende la parte puramente mentale e biologica del mondo animale, mentre nel caso dell’uomo e della donna con la comparsa di un nuovo partner, pur stimolando gli stessi meccanismi, entrano in gioco tantissime componenti anche mentali). Il solo fatto di scoprire un potenziale <strong>nuovo partner</strong> con cui accoppiarsi crea una tendenza a percepirlo come più attraente dal semplice fatto di essere una novità. Nel caso del genere umano, l&#8217;<strong>effetto Coolidge</strong> è espresso da un modello abbastanza semplice: una persona può essere stanca di fare sesso con il proprio partner, ma <strong>può essere facilmente eccitata alla comparsa di un altro partner sessuale</strong>. Il motivo è che una grande quantità di <strong>dopamina, </strong>prodotta all’inizio del rapporto, diminuisce nella coppia a causa dell&#8217;abitudine, ma viene invece stimolata dalla novità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Esperimenti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli scienziati hanno osservato che se mettiamo un topolino maschio nella stessa gabbia in cui c’è una femmina ricettiva, il maschio viene colto da un turbine sessuale che poi gradualmente si esaurisce non appena questi si sia accoppiato. La topolina femmina rimane lì, ma lui non ha più stimoli nei suoi confronti. Tuttavia, mettendo nella gabbia una nuova femmina ricettiva, il topolino rimette di nuovo in moto la sua carica sessuale. L’esperimento è stato ripetuto diverse volte, fino quasi a lasciare il topolino maschio allo stremo delle sue forze, e i risultati sono stati i medesimi. Questo è ciò che i ricercatori intendono con <strong>effetto Coolidge</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo succede perché<strong> il circuito neuronale dopaminergico dell&#8217;area di rinforzo viene attivato dalla presenza di un nuovo partner sessuale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Praticando del sesso con il nostro partner abituale e per un lungo periodo di tempo, i nostri circuiti neuronali si abituano a certi stimoli e a determinate dosi di dopamina, e come succede con il consumo abituale di farmaci o di altre sostanze, avremo bisogno di ancora più stimoli per ottenere alte dosi di dopamina. Cioè, dopo un po&#8217; <strong>è necessario aumentarne la quantità per avere lo stesso effetto</strong>, perché appare il fenomeno dell&#8217;assuefazione. Il nuovo partner sessuale provoca un alto livello di stimoli e quindi di dopamina che riattivano l’eccitazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente l&#8217;<strong>effetto Coolidge </strong>non è stato dimostrato solo nei maschi, di cui è prevista una maggiore impulsività sessuale, ma anche nelle femmine.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, adesso che abbiamo visto come funziona questo meccanismo, vorrei precisare alcune cose. Quando si parla di esseri umani non possiamo mai applicare determinate regole a tutti, ma diremo che tendenzialmente, nella maggior parte dei casi è così. L’essere umano, infatti, possiede diverse componenti, animale, mentale e socioculturale che lo differenziano dalle altre specie e fra esseri umani stessi esistono tantissime differenze. L’essere umano è infatti in grado di attivare gli stessi <strong>meccanismi neuronali dopaminergici</strong> in tantissimi contesti della propria vita. Nascono così alcuni fenomeni come lo shopping compulsivo, dipendenza da gioco d’azzardo e tutte quelle situazioni che richiedono elevati picchi di dopamina. L’altra precisazione è che questo non deve in alcun modo giustificare i tradimenti, ma questo lo vedremo nel prossimo articolo dal titolo “<strong>l’effetto Coolidge sulla coppia</strong>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vedi anche:</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.tecnologiementali.it/leffetto-coolidge-sulla-coppia/"><strong>L’Effetto Coolidge sulla coppia</strong></a></span></p>
<p><a href="https://www.tecnologiementali.it/effetto-coolidge-e-pornografia/"><span style="color: #0000ff;"><strong>Effetto Coolidge e Pornografia</strong></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ffffff;"><strong>Ipnosi Psicologia Psicoterapia Psicologo Psicoterapeuta Benessere Benessere Mentale Life Coaching</strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Niente anestesia, operata con l’ipnosi!</title>
		<link>https://www.tecnologiementali.it/niente-anestesia-operata-con-lipnosi/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Nov 2017 09:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Anestesia]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli Scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi chirurgici]]></category>
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		<description><![CDATA[  Alla Maugeri l’intervento pilota, primo in provincia: «Non ha effetti collaterali, meno dolore nei giorni successivi» &#8220;Voglio che continui a sentire questa sensazione di freddo anche al risveglio&#8221; L&#8217;ipnosi in sala operatori al posto dell&#8217;anestesia. L&#8217;intervento pilota, primo in provincia di Pavia, è stato effettuato alla Maugeri. Si trattava del posizionamento di un elettrocatetere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Alla Maugeri l’intervento pilota, primo in provincia: «Non ha effetti collaterali, meno dolore nei giorni successivi»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>&#8220;Voglio che continui a sentire questa sensazione di freddo anche al risveglio&#8221;</strong> L&#8217;ipnosi in sala operatori al posto dell&#8217;anestesia. L&#8217;intervento pilota, primo in provincia di Pavia, è stato effettuato alla Maugeri. Si trattava del posizionamento di un elettrocatetere peridurale (vicino al midollo spinale) su una paziente che per dolori cronici agli arti inferiori e alla schiena. Gianluca Conversa, ipnotista e terapista del dolore, ha ipnotizzato la signora, che è rimasta cosciente per tutto l&#8217;intervento e, alla fine, ha detto di essere stata benissimo e non aver sentito dolore. Durante l&#8217;intervento è stato registrato un sanguinamento ridotto rispetto al solito eanche il dolore post operatorio è risultato inferiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline; color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">PAVIA. <strong>Operata senza anestesia e senza sentire dolore</strong> grazie all’ipnosi. L’<strong>intervento pilota</strong>, primo in provincia di Pavia, è stato effettuato alla Maugeri su una paziente che soffriva di dolore cronico a schiena e gambe. «Ero sveglia ma <strong>non ho sentito nulla</strong>, anzi, è stata una sensazione bellissima» spiega Lucia S. a una settimana dall’operazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> Non ha sentito il <strong>taglio di 4 centimetri sulla schiena</strong>, fino alla fascia muscolare. Non ha sentito il chirurgo inserire una specie di tubo. L’<strong>anestetico </strong>era lì, pronto: ma non è servito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’ipnosi medica non è quella che raccontano illusionisti e <strong>fumetti</strong>. «L’ipnosi <strong>non addormenta</strong> &#8211; spiega Gianluca Conversa, terapista del dolore e ipnologo che ha effettuato l’ipnosi e l’intervento &#8211; anzi, amplifica le capacità e <strong>focalizza l’attenzione </strong>su un’unica idea che diventa plastica, tangibile, tutto il resto perde importanza».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Conversa ha iniziato a studiarla dopo un’esperienza alle <strong>Molinette di Torino</strong> dove gli infermieri praticavano l’ipnosi sui pazienti in attesa di entrare in sala operatoria, per attenuare l’ansia pre intervento. L’utilizzo come anestesia, però, non è per tutti: «<strong>Solo nel 10-20% </strong>dei pazienti l’ipnosi infatti permette di raggiungere uno stato così intenso di trance, ma per il resto della popolazione può essere utile come supporto per aiutare a rilassarsi a livello emotivo e muscolare e ridurre quindi il dolore cronico» spiega Conversa. È già stata utilizzata in craniotomie, per operare tumori. Non è invece indicata in caso di interventi chirurgici nell’<strong>addome profondo</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> «Tutti noi &#8211; spiega il medico &#8211; ogni giorno, entriamo in uno stato di <strong>trance fisiologica</strong> in media ogni 60-90 minuti. Quando leggiamo un romanzo o guardiamo un film al cinema che ci assorbe completamente e il mondo attorno sembra sparire». Con l’ipnosi la trance viene amplificata, guidata, ed è possibile indurre un rilassamento muscolare, <strong>ridurre l’ansia</strong> in caso di procedure come gastroscopia o interventi dal dentista, amplificare capacità e performance, ridurre il dolore cronico»</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In alcuni casi selezionati è un’alternativa all’anestesia: «Non ha effetti collaterali &#8211; spiega Conversa &#8211; evita gli effetti fastidiosi della sedazione, inibisce il <strong>dolore post operatorio</strong>. E durante l’intervento c’è stato un sanguinamento inferiore rispetto al solito intorno al taglio».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Parla l&#8217;ipnotista della Maugeri: &#8220;Ecco come funziona l&#8217;ipnosi medica&#8221;</strong> Non ha sentito il taglio di 4 centimetri sulla schiena, fino alla fascia muscolare. Non ha sentito il chirurgo inserire una specie di tubo. L’anestetico era lì, pronto: ma non è servito. L’utilizzo dell&#8217;ipnosi come anestesia, però, non è per tutti: «Solo nel 10-20% dei pazienti permette di raggiungere uno stato così intenso di trance, ma per il resto della popolazione può essere utile come supporto per aiutare a rilassarsi prima dell&#8217;operazione, in caso di esami invasivi, ridurre il dolore cronico e acuto» spiega Conversa. È già stata utilizzata in craniotomie, per operare tumori. Non è invece indicata in caso di interventi chirurgici nell’addome profondo. <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://video.gelocal.it/laprovinciapavese/locale/voglio-che-continui-a-sentire-questa-sensazione-di-freddo-anche-al-risveglio/77845?video" target="_blank">IL VIDEO DELL&#8217;INTERVENTO</a> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> La paziente era già stata ipnotizzata più volte, inserendo degli aghi si era visto che non sentiva dolore. «Per verificare che l’impianto dell’elettrocatetere vicino al midollo spinale sia andato a buon fine occorre che la paziente senta un formicolio, dunque deve essere sveglia &#8211; dice Conversa &#8211; Le ho chiesto di togliere la sensazione di addormentamento un pezzo alla volta: prima le gambe, poi i glutei, una porzione di schiena. Il cervello seleziona cosa “<strong>svegliare</strong>”, ha potuto sentire il formicolio e poi riprendere l’effetto anestesia». La cosa più affascinante? «Alla fine È la paziente ha detto di essere stata benissimo, E che era pronta a rifarlo subito».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Articolo di: <em>Anna Ghezzi</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fonte: http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2017/07/11/news/niente-anestesia-operata-con-l-ipnosi-1.15600968?ref=hfpppves-1</span></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il cervello si rigenera: nuovi neuroni anche da adulti!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 00:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vito Siracusa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Scientifici]]></category>
		<category><![CDATA[Cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La scoperta grazie ai test nucleari degli anni ’60! Grazie al carbonio 14, prodotto dai test nucleari degli anni ’60, è stato possibile datare le cellule nervose del cervello e scoprire che i neuroni continuano a formarsi nell’età adulta. Lo fanno al ritmo di 1400 al giorno, rinnovandosi costantemente nella regione chiamata ippocampo. La scoperta, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La scoperta grazie ai test nucleari degli anni ’60!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Grazie al carbonio 14, prodotto dai test nucleari degli anni ’60, è stato possibile datare le cellule nervose del cervello e scoprire che i neuroni continuano a formarsi nell’età adulta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Lo fanno al ritmo di 1400 al giorno, rinnovandosi costantemente nella regione chiamata ippocampo. La scoperta, pubblicata sulla rivista Cell, si deve a un gruppo coordinato da Jonas Frisen del Karolinska Institute a Stoccolma.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Si è pensato a lungo che nell’uomo non si formino nuovi neuroni dopo la nascita. Questa è la prima prova, sottolinea Frisen, che c’è una rigenerazione di neuroni nel cervello umano durante tutta la vita. Ciò suggerisce che il processo contribuisca al funzionamento del cervello e svolga un ruolo importante nelle funzioni cognitive nell’età adulta. La ricerca ha infatti mostrato che la rigenerazione dei neuroni avviene nell’ippocampo, una regione del cervello fondamentale per la memoria e l’apprendimento. Inoltre, è noto che la nascita di nuovi neuroni nel cervello adulto acuisce la memoria nei roditori e lo stesso potrebbe accadere negli esser umani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ma la scoperta ha anche un’altra implicazione: «si sospettata da tempo &#8211; ha osservato Frisén &#8211; che la depressione sia legata alla riduzione della rigenerazione dei neuroni nell’ippocampo e alla luce della nuova scoperta potrebbero essere messe a punto terapie più efficaci per la cura di questa malattia».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A causa di limitazioni tecniche, finora non è stato possibile quantificare la quantità di nuovi neuroni che nascono nel cervello umano. Per superare questo ostacolo, Frisen con il suo gruppo ha usato un metodo innovativo per datare la nascita di nuovi neuroni. La tecnica si basa sui livelli di carbonio 14 accumulatosi in atmosfera durante i test nucleari condotti fra il 1955 e il 1963. Poiché nel ’63 i test nucleari sono stati banditi i livelli atmosferici di carbonio 14 sono diminuiti a un tasso noto e la tecnica necessita di sapere le frazioni precise di queste diminuzioni. Quando mangiamo vegetali o prodotti animali, assorbiamo il carbonio 14 presente in atmosfera e accumulato nei cibi ingeriti. Di conseguenza, nel momento in cui mangiamo, l’esatta concentrazione atmosferica di questo elemento si imprime nel Dna dei nuovi neuroni. Confrontando le concentrazioni di carbonio 14 trovate nel Dna con le frazioni atmosferiche note di C14, dal ’63 in poi, i neuroni possono essere datati. Misurando la concentrazione di carbonio 14 nel Dna di neuroni prelevati dall’ippocampo di esseri umani defunti, i ricercatori hanno trovato che più di un terzo di queste cellule vengono regolarmente rinnovate per tutta la vita.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;">Fonte: http://www.lastampa.it/2013/06/07/scienza/il-cervello-si-rigenera-nuovi-neuroni-anche-da-adulti-5V2givFbBSwPU2wBi7z5uL/pagina.html</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
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